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Trenitalia.. divieto all'italiana

di Amelia (02/10/2008 - 23:10)


Ho trovato un articolo di ArduinoRossi su Agenfax che trovo molto sensato e che rispecchia anche il  io sentire. Lo riporto assieme al link che porta al sito: http://www.agenfax.it/content/view/18560/1/

Quanto espresso dall' Autore necessariamente potrebbe non rispecchiare il pensiero dell' Editore e quindi quello della stessa Redazione.
I cani e i gatti possono prendere il treno, ma solo per 15 giorni.  (Primo articolo corretto, viene messo in evidenza che non è una revoca, ma una sospensione!!!)
Ilaria Innocenti, responsabile LAV del settore cani e gatti, è contenta: “Esprimiamo soddisfazione per la sospensione del provvedimento di Trenitalia con cui si vietava l'accesso sui treni ai cani di peso superiore ai sei chili e annulliamo le azioni di disobbedienza civile previste per domani.”
Questa è una sospensione di un'ordinanza tanto discussa, che lascia un po' perplessi: da una parte si temono nuove zecche e altri parassiti sui treni. Invece si chiede solo, dall'altra parte, di poter viaggiare con il proprio animale, che spesso diventa un membro della famiglia: è inaccettabile che finisca nel bagagliaio. Forse il buon senso dovrebbe essere utile per entrambi i fronti: era meglio non pretendere un provvedimento così duro, all'italiana, contro poveri animali innocenti. Se il cane ha le zecche non è colpa dell'animale, ma del padrone. Se abbaia e disturba, se addirittura morde significa che non è stato addestrato o il padrone non sa gestirlo (proprio come continuo a ripetere): questi sono problemi che vanno oltre il singolo viaggio in treno, ma è pure per la convivenza quotidiana, nei condomini, nei parchi pubblici, nelle strade. Io sto sempre dalla parte degli animali, simpatici, affettuosi, fedeli, mai traditori, ma con questo non voglio negare che esistano situazioni pesanti, per l'igiene, qualche volta per la cagnara, ma spesso il fastidio dell'animale sta proprio in nell'antipatia di certi personaggi verso tutto ciò che è vivo, vitale, spontaneo. Questo astio infatti finisce per colpire pure i bambini, non quelli maleducati che non rispettano nulla, ma sono “odiati” solo per le loro risate schiette, magari negli spazi condominiali, per il loro pianto nelle ore notturno. C'è gente che dovrebbe anticipare la propria dipartita, chiudendosi in grandi mausolei silenziosi, dove la vita non esiste: c'è solo ombra, silenzio, odore di fiori appassiti. I cani, i gatti e gli altri animali domestici sono qualcosa di bello, di piacevole, per chi conosce e capisce il bello e il piacevole. L'importante è rispettare norme igieniche, regole di buon comportamento, ma pure contenere certe esuberanze, oltre la loro aggressività naturale. Servono quindi dei padroni adeguati, anche sui treni nazionali, che sappiano gestire il proprio “famigliare” a quattro zampe. Era ed è ingiusto punire tutti,(Sante parole, non mi stancherò mai di ripeterlo e mi rende felice trovare corrispondenza)  costringendo un cagnetto di 7, 8 chili, o un gattone un po' obeso, a viaggiare ore come una cosa, tra i bagagli ingombranti: questo sarebbe un vero maltrattamento. Chiaramente è più facile imporre una regola restrittiva, la cui legittimità mi lascia perplesso, perché la legge punisce il maltrattamento degli animali, che multare qualche padrone sporcaccione, che non pulisce dove ha sporcato la sua bestiola, o punire chi non elimina i parassiti dal pelo del suo animale. Per i cani di grossa dimensione sarebbe giusto imporre un semplice patentino ai padroni, per costringerli a addomesticarli in modo corretto, oppure dare multe per la gestione sbagliata dell'animale: dietro cani aggressivi ci possono essere padroni violenti, incapaci, pure ...cretini. Sono loro che meriterebbero di viaggiare nel vagone con i bagagli. (In perfetta sintonia con quanto vado ripetendo!! Grazie sig. Arduino, la sua redazione potrà anceh non essere del suo parere, ma ha tutta la mia approvazione... cambi redazione nel caso..)
Le note tra parentesi sono mie...

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Trenitalia, una mail e mio pensiero

di Amelia (02/10/2008 - 22:40)


Nel mio vagabondare ho trovato questa mail che pubblico per onestà intellettuale:

"Sono un'utente trenitalia. Costantemente per un anno ho viaggiato per lunghe tratte per motivi di studi post-laurea e sono veramente disgustata dalla presenza dei cani sui treni. Sono allergica a gatti e cani e spesso nel prendere il treno, per tornare da firenze, mi sono imbattuta in persone ignoranti con totale mancanza di rispetto per persone che purtroppo hanno seri problemi di allergia.

Ho assistito a scene raccapriccianti soprattutto sul treno regionale (forse perchè più economico ma anche l'unico che una studentessa senza lavoro si possa permettere). Ho trovato nei vagoni cani con zecche, bava di cane sui sedili, cani senza museruola buttati sui sedili che sarebbero stati gli stessi posti che forse avrei potuto occupare il giorno dopo?!!

Spesso ho dovuto cambiare vagone sull'intersity pur avendo il posto prenotato (costo aggiuntivo al già salatissimo costo del biglietto) grazie all'ignoranza della gente e per finire mi sono dovuta fare inalazioni serali per i miei attacchi di asma. Parlo da cittadina italiana sapete che l'80% dei bambini soffre di allergie e il 50%è allergico agli animali? Aspettate che ci sia un morto prima di intervenire? Non si muore per il fumo una sigaretta eppure è vietato fumare ma si muore per un attacco di asma ne è al corrente?

Vi fate spaventare dalle stupidi manifestazioni degli animalisti che forse il treno non lo hanno mai preso oppure cercate di tutelare gli esseri umani che a trent'anni sono ancora alla ricerca di un impiego e per questo devono andare su e giu' per l'Italia? Non sarebbe meglio tutelare entrambi creando un vagone sul quale possano salire solo gli animali e i loro padroni dando così la possibilità ad una persona malata di poter usufruire di un servizio pubblico a pieni diritti? Grazie per l'attenzione"

Capisco perfettamente la situazione e trovo davvero riprovevole che persone amanti degli animali non siano poi sensibili al diosagio di chi sta male e soprattutto che facciano cose assolutamente assurde. Se Carlo sbavasse girerei in treno con asciugamani per evitare di sporcare e mai e poi mai permetterei al mio cane comportamenti scorretti.

Non è però colpa del cane, ma del padrone che andrebbe perseguito a norma di legge!! Il padrone è responsabile del comportamento del cane e il padrone deve essere capace di educare il suo cane.

La signora poi, molto intelligente proponeva una cosa sensata vagoni per chi ama gli animali e vagoni per chi non vuole o non può stare a contatto... si eviterebbero problemi e tutti saremmo contenti. Ringrazio la signora perchè si è dimostrata ragionevole, contrariamente ai padroni di cane che ha incontrato e che spero vivamente siano una minoranza che presto scompaia. Il rispetto deve essere reciproco e l'attenzione alle necessità altrettanto.

Mi ripeto: Il padrone è responsabile per il comportamento del suo cane e deve risponderne!

SIAMONE CONVINTI E IMPARIAMO A COMPORTARCI!

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felicità... è stare sul lettone senza paura

di Amelia (02/10/2008 - 22:17)


Quando un cane vive incasa è pulito e monitorato sostantemente, non c'è paura di parassiti perchè si interviene con una corretta igiene e con i prodotti necessari a permettergli una vita con noi. Lui è felice con poco e io mi diverto con lui come con un compagno affettuoso ed attento.
Cercando in internet ho trovato in questo sito: http://www.diariodelweb.it/Articolo/Societa/?d=20081001&id=47376

questo articolo che, a mio parere, non deve passare inosservato e che per questo motivo riporto anche qui.

Carlo Scotti, Presidente dell'ANMVI, l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, ha inviato oggi una lettera al Sottosegretario Francesca Martini per «formulare vivo apprezzamento per come si è concluso l'incontro di ieri con i vertici di Trenitalia». Secondo l'ANMVI, però, il problema dell'igiene «non può guardare al cane come ad un colpevole. Al contrario, il nostro animale ne può risultare vittima né più né meno dell'uomo.

Quanto all'igiene, «è patrimonio consolidato dei più recenti studi di entomologia e parassitologia che le cause principali del rinnovato diffondersi delle cimici vadano ricercate nelle variazioni climatiche, nella crescita del numero dei viaggiatori, nella frequenza dei viaggi e alle modifiche avvenute nell'impiego degli insetticidi per uso civile». Anche l'ipotesi del certificato veterinario conclude Scotti- «non avrebbe fatto altro che gravare sui proprietari con un inutile fardello burocratico, ostativo della considerazione sociale del rapporto uomo-animale». 
Scotti ha ringraziato Francesca Martini «per aver ricordato che per i medici veterinari il collegamento fra la presenza di cani (animali di proprietà in genere) e la presenza di parassiti sulle carrozze non ha basi scientifiche» e ha scritto nella lettera che «il Tavolo istituito dovrà sciogliere alcuni nodi prima di ricondurre il problema dell'igiene dei convogli e dell'accesso degli animali ad una maggiore fondatezza scientifica e ad un più corretto rapporto uomo-animale». 

«Ci auguriamo - scrive Scotti - che Trenitalia, che ha ragionevolmente sospeso il proprio ordine di servizio, non ceda a sollecitazioni di carattere zoofobo e senza fondamento scientifico, nemmeno per quanto attiene alla tipologia dei cani passeggeri ( taglia e razza), proprio ora che dopo anni di indiscriminate liste di proscrizione la responsabilità del comportamento del cane viene orrettamente ricondotta al proprietario». Inoltre l'ANMVI si auspica «che Trenitalia faccia proprio il nuovo orientamento normativo in via di definizione al Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali, lo sostenga e sia parte attiva di questa evoluzione culturale alla quale il nostro Paese finalmente approda dopo anni di ritardi ed errori».

Finalmente un articolo decente... e poi cerchiamo di chiarire che le persone che si lamentano sono la minoranza... l'Italia non è un paese fondamentalmente zoofobo, solo che chi ama gli animali non continua aribadirlo e non sente la necessità di congratularsi quando vede un cane sul treno, mentre i pochi intolleranti scrivono mail e reclami in continuazione. Dovremmo imparare da questi intolleranti e fare le lodi per le cose che vanno bene... forse otterremmo di più!

 

 

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Viaggiare con lei.. questa è Felicità

di Amelia (02/10/2008 - 09:58)


Quando guardo gli occhi del mio cane mi sento allargare il cuore. Come potrei lasciarlo in un box lontano da me per viaggiare? Già i treni sono sporchi, puzzolenti e in condizioni pietose, figuriamoci come potrebbe essere uno spazio dedicato agli animali. Ammassati, e coperti da altre schifezze. Molti lamantano la presenza di un cane, altri pensano che chi ha un cane è un frustrato, altri pensano che il posto del cane è il giardino e la campagna.... Penso che queste persone si perdano tantissimo dalla vita. L'amicizia fra uomo e cane è nata spontaneamente, non si possono paragonare i rapporti uomo-uomo e uomo-cane, sono cose diverse ma non si è frustrati o carenti se si amano entrambi, si è solo più completi e più capaci d'amare. Forse saremmo tutti più felici con un animaletto che compensa le nostre debolezze!

Come è possibile proibire alle persone di viaggiare in treno accompagnati dal proprio animaletto solo perchè, poche, pochissime persone si lamentano?

Facciamo in modo che queste persone possano cambiare posto e trovare uno spazio loro dedicato. Ad esempio dedichamo un certo numero di carrozze a queste povere persone che non sopportano un animale, in modo tale che salendo sappiano che lì cani non ce ne sono o gatti o conigli... le altre sono per quelle persone che anche se non hanno un cane sanno aprezzare.

Noi proprietari di cani dobbiamo però essere consapevoli che avere un cane comporta anche responsabilità e che dobbiamo lasciare il posto come lo abbiamo trovato... (purtroppo lo troveremo sporco, facciamo solo che resti sporco come prima!)

A trenitalia consiglio di cambiare addetti alle pulizie, perchè essere pagati per un lavoro che non svolgono è assurdo e incriminare i cani e i loro possessori di sporcizia è calunnia!

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