Cani, padroni e randagismo... chi è responsabile?

Mentre giro per il blog cercando la decisione di trenitalia per l'accesso ai cani e mi interrogo sugli effetti dannosi di certi articoli scriteriati e senza buon senso, capaci solo di insunuare dubbi e paure, ho trovato questo magnifico articolo di Bravi.
http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=55492
Per sicurezza lo trascrivo qui:
"Sull'onda dell'emozione del caso di aggressione mortale a Benevento da parte di un cane si parla, per l'ennesima volta, di interventi 'drastici' che colpiscono gli animali e non i padroni. Un sensazionalismo dettato dai mass-media che mettono in prima pagina i gravi, ma rari episodi di aggressioni di cani, i quali sono numericamente infinitesimali rispetto ai casi di maltrattamento, a cui si dedicano sparuti trafiletti, ma che spesso sono la causa scatenante dell'aggressività degli animali.
(questa è la terribile verità mai messa in evidenza, spesso trascurata o addirittura misconosciuta...)
La causa va ricercata nell'analfabetismo sugli aspetti comportamentali di base e sulle semplici regole di convivenza da parte di chi prende un cane per diletto proprio o della famigliola, ignorandone le esigenze.
( ecco perchè ho deciso assieme ad Attirma di fare un piccolo blog per vivere bene bipedi e quadrupedi)
Spesso queste situazioni degenerano, per mancanza di controllo delle Autorità preposte, nell'abbandono (era randagio il cane protagonista dell'episodio campano). Il randagismo viene spesso ignorato o malgestito dai Comuni, che non richiedono i fondi disponibili o li utilizzano, invece che per le sterilizzazioni e i censimenti, per operazioni di facciata o inefficaci uffici: senza 'sporcarsi le mani' il problema non si risolve.
(Verissimo, sono davvero ancora troppo pochi i comuni in cui si opera in maniera efficace e si fanno azioni corrette per evitare il proliferare di animaletti che poi andranno solo ad incrementare il numero di reclusi. Inoltre alcuni comuni non affidano i cani alle persone che li chiedono per non perdere sovvenzioni. Certamente bisogna controllare a chi vengono dati i cagnolini, munirli di microcip e fare controlli presso la famiglia adottiva)
Parlare poi di razze pericolose è semplicemente un assurdo, perchè più delle predisposizioni genetiche incide sul comportamento dell'animale il contesto in cui vive. Finchè i provvedimenti non riguarderanno il divieto a certe razze di 'padroni' di possedere e condurre animali, questi episodi continueranno a ripetersi:
(Verissimo.. vedo costantemente per strada persone che non sanno assolutamente gestire il loro cane e si fanno trascianare a destra e a manca.. o padroni eccessivamente autoritari che rendono il loro cane inutilmente aggressivo, altri che non si preoccupano minimamente di pulire dove il cane sporca, inconsapevole che quelllo sia un luogo non idoneo a questo scopo... ma il padrone lo sa!)
intanto, ad essere eventualmente abbattuto, non sarà il vero responsabile, ma l'innocente vittima. Niente allarmismi e museruole ai chihuahua, dunque. Il guinzaglio è una componente di doverosa civiltà e spirito di convivenza, ma niente è più efficace del buon senso".
Marco Bravi
Vorrei aggiungere a quanto splendidamente espresso da Marco Bravi (perchè la Rocchi non lascia parlare sempre lui, visto che lei non riesce sicuramente ad esprimersi secondo i suoi sentimenti e preferisce la politica?) che vivere insieme è rispetto di ogni componente. La museruola non serve più di tanto, il guinzaglio invece dovrebbe essere SEMPRE usato per qualsiasi taglia di cane. Il pericolo è sempre in agguato e il cagnolino che scappa spaventato può attraversare la strada ed esssere investito o anche causare incidenti. (per evitarlo si frena e si viene tamponati.. per evitarlo si investe una persona.. o altro... insomma troppo pericoloso, quindi usiamo il guinzaglio che tutela il nostro amato cagnolino e gli altri.)





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