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Archivio Ottobre 2008

Risposta all'articolo su randagismo e responsabilità

di Amelia (14/10/2008 - 10:51)

Un'amica leggendo l'aricolo proposto nel post precedente mi ha scritto:
L'articolo l'ho letto e naturalmente per quanto riguarda polpette e cani sciolti sono in sintonia. Per quanto concerne il discorso del ripopolamento faunistico-venatorio, ti consiglio di non pubblicarlo poichè, quantomeno nella provincia di Genova, non risponde al vero. Mi spiego: i ripopolamenti di fagiani, starne e lepri vengono effettuati con animali forniti dall' ATC (ambito territoriale caccia) e non con animali acquistati dalle associazioni venatorie. Sono animali di scarsa qualità con pochissime possibilità di sopravvivenza, e quindi non ci siamo quando nell'articolo si scrive che i tecnici faunistici delle regioni conoscono bene quali caratteristiche devono avere gli animali immessi. Scommetterei le mie galline che per procurarsi la fauna da immettere, la provincia indice gare di appalto e compra al minor prezzo, a discapito della qualità.
Claudio, negli anni scorsi, si rendeva disponibile per l'immissione sul territorio di fauna distribuita dall'atc con la speranza di sentir cantare da casa un fagiano innamorato, o veder scappar via veloce qualche leprotto nel bosco, oppure fare la gioia dei sensi di Kim scovando un volo di starne... E' un sogno irrealizzabile! Un pugno di nostri amici erano riusciti, una decina di anni fa, ad ottenere una brigata di starne che era una favola! Un pomeriggio si sono involate davanti ai miei piedi un gruppo di 18 starne! Emozionante il loro batter d'ali... Avevano impiegato diversi anni del loro tempo libero ad accudire una coppia all'interno della zona cinofila (vietata alla caccia), finchè i due esemplari non avevano "messo su famiglia" . Purtroppo la favola è stata interrotta da alcuni cacciatori  ignoranti che si sono appostati al di fuori della zona di divieto abbattendo gli uccelli se sconfinavano al di fuori della riserva. Va bè, ti ho fatto tutto questo discorso, per dirti che quanto esposto nell'articolo circa gli animali immessi non corrisponde al vero. La selvaggina da "allevamento" tale nasce e tale muore, non ha la benchè minima nozione "istintiva" che le permetta di adottare quegli accorgimenti tipici della sua specie, per sfuggire ai predatori.
E aggiungo: anche supponendo di poter liberare "selvatici" nel vero senso della parola, avrebbero pochissime probabilità di sopravvivenza pure loro, poichè l'ambiente non è più adatto ad accoglierli. Tutto troppo sporco... sottobosco sostituito da rovi non permette certo di procurarsi grilli od altri insetti, mancata coltura dei terreni vuol dire impedire di nutrirsi ai granivori ecc.
Eh, cara Antonia, per gli ambientalisti della domenica tutto è semplice... ma le cose o si fanno come van fatte oppure non si fanno neanche venire al mondo creature in un'incubatrice, per poi abbandonarle in pasto ai nocivi o vederle morire di stenti. Io la vedo così... (y)

Trovo molto triste che noi esseri umani abbiamo in così poco conto l'interesse per la vita sul nostro pianeta e per la vita futura dei nostri figli.. davvero molto triste!

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